L’ANGURIA E LE INCREDIBILI PROPRIETÀ DEI SUOI SEMI - Rolando Alessio Bolognino

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Cosa c’è di meglio nei caldi mesi estivi di un’invitante fetta di anguria per refrigerarsi?  Con i suoi colori vivaci e brillanti e le sue proprietà dissetanti, questo frutto è forse il più amato da grandi e bambini.

C’è chi, però, prima di consumarlo mette in atto una minuziosa pratica per eliminare tutti i semi neri, bianchi e giallastri che ne costellano la polpa … niente di più sbagliato!


Non tutti non sanno, infatti, che costituiscono una preziosa miniera di nutrienti.

Presentano una buona quantità di proteine: 100 grammi di semi ne contengono 35 grammi.

Ciò consente di ridurre l’indice glicemico elevato del frutto stesso (essendo l’anguria ricca in zuccheri semplici).

Inoltre, questi piccoli componenti contengono acidi grassi polinsaturi (per lo più omega-6), in grado di tenere sotto controllo i valori ematici di colesterolo e dunque di ridurre il rischio cardiovascolare.

Tali grassi sono utili per contrastare l’iperattivazione del sistema immunitario e quindi vantaggiosi nei soggetti che soffrono di asma e allergie.


I semi dell’anguria (o cocomero) sono anche ricchi di vitamine del gruppo B, che apportano benefici a livello epatico, e di sali minerali come zinco, magnesio, manganese, fosforo, potassio, rame e ferro. Quest’ultimo risulta facilmente assorbibile se i semini vengono mangiati insieme alla polpa che, avendo a sua volta una buona quota di vitamina C, consentirà una rapida assimilazione del minerale: quando assunto in associazione con l’acido ascorbico, il ferro viene infatti assorbito in maniera più efficace.

È inoltre ben nota la loro azione lassativa: essendo ricchi in fibre stimolano l’evacuazione, dunque sono indicati per i soggetti che presentano una tendenza alla stipsi.

Notevoli sono anche le proprietà diuretiche, promuovendo i processi di depurazione a livello renale.


Oltre ad essere ingeriti mentre si mangia una fetta di cocomero, i semi possono essere consumati in diversi modi.

In Cina, ad esempio, sono molto apprezzati e assunti abitualmente, tanto da trovarli in commercio anche già preconfezionati.

Spesso vengono prima tostati al forno per circa 10-15 minuti, con un filo di olio extravergine di oliva, e successivamente consumati come snack, oppure come ingrediente per arricchire e condire le insalate o per guarnire il pane.

In molte parti del mondo dopo essere stati essiccati, vengono sottoposti a macinazione per produrre farine con cui preparare focacce e dolci.

Inoltre, è possibile tostarli insieme al muesli o fiocchi di avena, per poi essere aggiunti allo yogurt, in modo da ottenere una gustosa e nutriente colazione o merenda.


In alternativa, i semi di anguria possono essere frullati e messi in infusione in una pentola con dell’acqua bollente; successivamente sarà necessario far raffreddare e filtrare l’infuso, per ottenere una bevanda dissetante e drenante.

Nonostante le tanto decantate proprietà, in alcuni soggetti potrebbero dare origine a fenomeni spiacevoli.  

In caso di diverticolosi, infatti, c’è il rischio che possano restare “intrappolati” a livello delle estroflessioni sacciformi tipiche di questa condizione patologica e che, di conseguenza, determinino il manifestarsi della sintomatologia  infiammatoria caratteristica della diverticolite.

Le proprietà dei semi vanno quindi ad arricchire il frutto re dell’estate, di cui è bene ricordare le proprietà più importanti.  L’anguria, proprio per la sua stagionalità, abbonda in acqua e sali minerali, importanti per reintegrare gli elettroliti persi con la sudorazione e per contrastare la stanchezza e la debolezza tipica dei periodi più caldi.

L’acqua corrisponde ad una percentuale che sfiora il 92%; è presente, poi, una buona quota di zuccheri (circa l’8%), mentre proteine e grassi sono presenti in quantità minime: 100 grammi di anguria apportano dunque una quota energetica pari a 30 calorie.


La polpa contiene fosforo, calcio, magnesio, potassio, rame e manganese.

In più, costituisce un’importante fonte di vitamina A e vitamina C, ma soprattutto di vitamina B6.

Questa viene impiegata dall’organismo per produrre dopamina, l’ormone del benessere.

La sostanza più concentrata nel frutto è il licopene, un carotenoide che conferisce il caratteristico colore rosso alla polpa. Tale molecola è conosciuta per le sue attività antiossidanti, antitumorali ed antinfiammatorie.

Nella parte bianca dell’anguria si concentra invece una particolare sostanza: la citrullina.

Questa viene convertita nel corpo in arginina, un amminoacido in grado di dilatare i vasi sanguigni, con effetto protettivo sul cuore e sul sistema circolatorio.


L’arginina stimola la produzione di ossido nitrico esercitando lo stesso effetto dei farmaci impiegati nel trattamento della disfunzione erettile. Per tale motivo, spesso viene utilizzata come supplemento a supporto della terapia farmacologica. 

Chiaramente non è possibile considerare il cocomero un equivalente vegetale di tali farmaci, sebbene sia indubbio che il suo consumo costante eserciti effetti positivi sulla salute dei vasi sanguigni.

La parte più esterna dell’anguria, dal colore verde sfavillante, è l’unica porzione del frutto non edibile (a differenza dei semi!) per l’uomo.

È bene, tuttavia, fare delle precisazioni in merito al consumo della nostra amata anguria.

Soprattutto quando mangiata a fine pasto, l’acqua in essa contenuta potrebbe diluire i succhi gastrici, rendendo la digestione più lenta e complessa.

Inoltre, l’elevato indice glicemico non rende questo frutto una scelta ottimale nei soggetti affetti da diabete. È necessario in tal caso consumarla con attenzione; sarebbe auspicabile altresì limitarsi a mangiarne solo una piccola fetta, meglio se accompagnata da qualche altro alimento ricco in fibre.


Con tutte queste virtù non ci resta che sederci, rilassarci ed abbandonarci (con moderazione!) al piacere di questo delizioso frutto, tenendo ora a mente che dell’anguria, ad eccezione del rivestimento verde, non si butta via niente!

by Rolando Alessio Bolognino

Biologo Nutrizionista in campo oncologico e di prevenzione, esperto in alimentazione sportiva. Professore a c. Master in Scienze della Nutrizione e Dietetica Clinica presso l’Università degli Studi di Roma “Unitelma La Sapienza“. Professore a c. Master in “Terapie Integrate nelle Patologie Oncologiche Femminili“ presso l’universita Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Professore a c. Master di II livello in “Medicina integrata e food management per la prevenzione e cura dei tumori“ presso l’Università degli Studi di Catania. Istruttore Protocolli Mindfulness.


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